Mar. 21, 2007 - Marrakech
Non sapevo in quale categoria aggiungere questo messaggio, se lavoro o viaggi e vacanze, ma alla fine ho deciso di buttarmi sul ludico, perché di lavoro c'è stata solo la compagnia!
Venerdì 16 marzo
Levataccia all'alba, perché alle 7.45 devo essere in piazza Castello per prendere il pullman che mi porterà al Terminal 2 di Malpensa. La mia valigia è già chiusa e non troppo pesante, nonostante abbia con me 4 paia di scarpe!
Arrivo puntuale e partiamo quasi subito, lì conosco tre signore di Leasimpresa e le loro chiacchiere mi distraggono dall'idea di accendere l'iPod comprato ed aggiornato per l'occasione. Alle 8.30 sono già all'area gruppi dove c'è solo Nicolò con la giacca azzurra come la valigia, poi pian piano arrivano tutti gli altri. Il bagaglio più particolare è quella di Alessandro: valigia porta abiti, sicuramente griffata, beige!
I gadget di Italease sono uno zainetto color corda e una felpa blu con lo slogan "I soli siamo noi". Poteva andare peggio.
Facciamo il check in e l'hostess non vuole accettare Simone perché non ha stampato la mail con il nome dell'hotel dove risiederà così la nostra fila diventa infinita... le sarebbe bastato leggere l'elenco dei nomi per vedere che c'era anche il suo. La situazione si risolve e decidiamo di andare al Gate.
Ci aspettiamo tutti... qualcuno vuole fumare... qualcuno vuole comprare un giornale... qualcuno si ricorda che forse era meglio un libro... mangiare?... il bagno... in qualche modo riusciamo a passare i metal detector, io con le lenti a contatto nel sacchettino trasparente per i controlli bombe liquide. Colazione e imbarco su un jumbo enorme, a due piani e 10 file di poltrone! Il pensiero comune è: "Se cade questo aereo, Italease chiude"...

Già in aereo assaporiamo il gusto marocchino perché ci servono pollo o pesce aromatizzato con mille e più spezie, decisamente immangiabile per il gusto medio italiano! Abbastanza impressionante anche il salmone sotto vuoto...
Il volo passa senza problemi, anche perché non capita spesso di viaggiare con decine di persone conosciute... in pratica eravamo tutti in piedi a chiacchierare, presi anche un po' dall'entusiasmo del week end che ci attendeva.
Marrakech ci attende calda come ci aspettavamo, ma quello che non mi aspettavo era che il pilota si avvicinasse alla pista scendendo a scalini e poi, all'improvviso, decidesse che così non andava bene ed era il caso di riprendere quota, fare qualche giro sulla città e poi tornare giù! Siamo sopravvissuti anche a questo.
In Marocco probabilmente non si usa portare la gente in aeroporto con il classici pullmini, perché, sbarcati, abbiamo percorso la pista a piedi... Attesa alla dogana (qualcuno, per sbaglio, aveva preso lo zainetto di Roberto dove c'erano anche i suoi documenti... per fortuna lo hanno individuato!) e attesa ai bagagli. L'ultimo imbarcato, Paolo, tempo 2 minuti aveva già la valigia, io e Giada abbiamo aspettato quasi fino alla fine, ma sono arrivati INTEGRI!
Arriviamo in albergo, la nostra stanza è nella palazzina Zidane (mah...), quarto piano stanza 4420.

Letti alla francese (una piazza e mezza), bagno alla francese (water separato dagli altri sanitari).
La fame è troppa e ci fiondiamo prontamente nel primo foods che identifichiamo di fronte all'hotel dove ci strafoghiamo di panini, patate fritte e pizza, senza renderci conto subito che quello sarà il miglior pasto del fine settimana.
Cena Chez Alì, posto molto bello, cibo molto schifoso. Quando ci mettono sulla tavola mezzo montone arrosto mi passa completamente la poca fame che avevo. Divertentissima la Elena e la sua arte di arrangiarsi anche con le lingue straniere, una specie di Franglish misto a gesti e con pizzichi di italiano, ma tutto sommato efficace perché riesce a farsi portare vino e acqua senza nessun problema. Ma poi il suo entusiasmo svanisce quando si rende conto di aver dimenticato lo zaino con la felpa nuovi sugli spalti dell'arena e... non ci sono più! 
Sabato 17 marzo
Giornata dedicata ai cambi d'abito.
Alle 11 c'è la Convention aziendale, i capi devono parlare dei risultati raggiunti nell'anno appena concluso, degli obiettivi per il 2007 e noi dobbiamo stare ad ascoltare vestiti da cerimonia. Logicamente opto il paio di scarpe più scomodo ma perfettamente abbinato alla borsa, ma dopo esattamente 45 minuti i miei piedi chiedono pietà e gattono fuori dalla sala conferenze per correre in camera a cambiare stivali. I miei piedi mi ringraziano, ma quando torno, un tizio non mi vuole far rientrare da dove sono uscita, ma dalla porta principale, sotto gli occhi di tutti, riesco a convincerlo solo con un: "I'm sorry, but I don't speak English" anche se lui parlava francese.
Ci hanno fatto vedere il filmato che hanno girato nei nostri uffici nei mesi scorsi (spettacolare) montato con una versione modificata ad hoc di "Siamo solo noi" di Vasco con la quale alla fine, hanno cercato di farci fare il karaoke... tentativo fallito!
Pranzo in hotel, finalmente a buffet e con qualcosa di simile a poter essere mangiato e pomeriggio dedicato alla visita della città:


Foto 1: l'armadio della casa delle concubine... avrei anche la foto di due concubine, ma devo chiedere l'autorizzazione a pubblicarle!
Foto 2: i tappeti che la nostra guida Amedeo ci voleva obbligare a comprare
Foto 3: Elena e Giada che, al mercato, comprano le pesche secche
Foto 4: l'incantatore di serpenti che, avendomi visto fare la foto, mi ha inseguito per chiedermi i soldi.
La serata musicale l'ho già ampiamente descritta a questo link al quale vi rimando, per il resto la cena di gala, a parte qualche abito da sera decisamente esagerato, è stata divertente, ma non certo per il cibo!
Domenica 18 marzo
Sveglia di buon ora perché entro le 9 dobbiamo mettere le valige fuori dalla stanza, ma mi accorgo che è sparito l'iPod! Faccio casino se non salta fuori, ha solo una settimana e poi non sopporto che qualcuno metta le mani tra le mie cose senza la mia autorizzazione!!!!!! Scenata alla reception, sale il capo della sicurezza insieme ad una signora e, casualmente, lo trovano dietro la testata del letto e sostengono che io lo abbia fatto cadere lì perché ascolto la musica mentre dormo... non è vero! Facciamo finta di crederci.
Il pranzo è fissato in un luogo non ben definito, ma tanto già so che sarà un miracolo poterlo definire pranzo... infatti l'unica cosa che riesco ad assaggiare è un po' di pollo a limone e zafferano, dopo il quale inizio ad avvertire strani dolori addominali che aumentano sempre di più fino a quando, in aereo, diventano fitte da farmi piegare in due con le lacrime agli occhi.
Il mio è l'ultimo aereo a tornare in Italia e, mentre aspettiamo, anche i capi si dilettano a fare i burloni nascondendosi gli oggetti... arriviamo in aeroporto e scopriamo che i nostri colleghi diretti a Bergamo, il cui volo era previsto un'ora prima del nostro, erano ancora lì... infatti partiamo con un'ora e mezza di ritardo! Ma per fortuna questo pilota fa un atterraggio tranquillo e anche l'attesa dei bagagli è breve.
Così si conclude la Convention aziendale a Marrakech con i postumi intestinali e febbrili che mi sono portata avanti fino a ieri.
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