Oriana

Mar. 2, 2007 - Un po' di Sanremo

Martedì è iniziato il festival più famoso d'Italia, persentato da quell'uomo che, per la mia generazione, È il festival di Sanremo: Pippo Baudo.

Scelta azzeccata la co-presentatrice Michelle Hunziker, brava e bella e quando anche le donne ti considerano bella, sei bella davvero.

L'ho visto davvero poco, tra una cosa e l'altra non sono mai riuscita a sedermi sul divano e guardare lo show, troppo lungo, troppo noioso, troppo. Però per fortuna oggi c'è youtube e ho potuto recuperare alcune esibizioni che mi sembravano interessanti o curiose.

Curioso, senza dubbi, il duetto dei Facchinetti. La prima sera Francesco totalmente emozionato e un po' impacciato, ma la mia curiosità si è soffermata su uno degli autori: "S. Bertolotti". Ho letto quel nome e subito mi è venuto in mente un tale Simone Bertolotti che avevo conosciuto 3 o 4 anni fa e faceva il tastierista (diplomato in pianoforte), era molto giovane, alle sue prime esperienze sui palchi pop-rock italiani. Scema che sono, non mi è venuto subito in mente che il Simone Bertolotti che conosco io mi avevano detto che aveva lavorato anche con l'allora DJ Francesco... bastava fare due conti per capire che era la stessa persona, senza stare a fare una ricerca su google e finire sul suo sito.

Archiviati padre e figlio, cerco la performance degli Zero Assoluto, dati per vincitori prima dell'inizio della gara. Dopo meno di un minuto ho deciso di stoppare la performance, sarà stato il volume basso che, abbinato alla voce non eccelsa dei due cantanti, ha reso praticamente insascoltabile la canzone dal PC dell'ufficio! Da studio di registrazione.

La mia terza curiosità era per Fabrizio Moro. Me lo ricordo bene quando nel 2000 si era presentato a Sanremo con aria da bello e dannato, perché in quel periodo era di moda quel genere, con il suo completo jeans e il giubbotto legato in vita. Cantava "Un giorno senza fine" e le difficoltà di una convivenza, giovani, lavoro, difficoltà, alcool, Fegiz l'aveva definito una via di mezzo tra Grignani e la Berté (due considerati mezzi pazzi?!?!?!?!?!). Ho ascoltato, su idea di Massy, il suo CD... la mia riflessione è questa: quanto ci passa tra "Gli amplessi di Marta" e "Pensa"? Forse la stessa strada che passa tra i 25 e i 32 anni.

Sono curiosa di ascoltare il suo CD e non escludo che potrei decidere di comprare addirittura l'originale... e questo mi sembra già un gran successo!

 

Aggiunta delle 22.20

Sto scrivendo un post in diretta con i commenti a SanRemo Giovani. Lascio il link, voi lasciate qualche commento!

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Feb. 2, 2007 - GF 7

A qualche settimana dall'inizio, mi sento quasi obbligata a commentare questa edizione del Grande Fratello. Il GF è un po' come Sanremo: nessuno lo guarda, ma l'Auditel dice il contrario.

Non conosco bene i personaggi, ho perso l'entusiasmo delle prime edizioni quando guardavo anche il daytime (non ho mai avuto Sky e, nonostante abbia il digitale terreste, mi rifiuto di pagare per vedere la diretta dalla casa), però cerco di seguirlo almeno il giovedì sera, sonno post hydro-bike permettendo.

Mi piacciono i ragazzi della discarica, quelli che ieri sera sono andati in casa... Milo, Guendalina, la rossa napoletana, Garibaldi e le 2 new entry della seconda puntata. In particolare mi fa ridere Milo, simpatico al punto giusto, per ora non mi sembra pesante!

Sono contenta dell'uscita di Diana, si muove in modo troppo isterico e poi, lo ammetto, tifo per gli italiani!!!! Quindi via Dominic al più presto!!!! Prima di tutto non si capisce niente quando parla, dice sempre "capito?" ma NO che non ho capito! E poi dovrebbero mettere in casa solo persone che parlano un italiano almeno decente, quella lì parla spagnolo ed ha quell'aria snobbettina che non si può proprio tollerare.

La mia critica più grande, però, questa volta non va al cast, ma agli autori. Non capisco proprio il senso di mandare fuori delle persone e, contemporaneamente farne entrare altre. Ieri, ad esempio, hanno fatto uscire prima Diana e poi, a ruota, Salvatore per far entrare un nuovo ragazzo, sicuramente più carino del biondo ossigenato eliminato, ma perché deve entrare ora?

Eppure dovrebbero essersi accorti che i personaggi inseriti dopo qualche puntata hanno vita breve, perché è sempre stato così da quando esistono i reality (Flavio Montrucchio è l'eccezione che conferma la regola), gli altri si coalizzano e, piuttosto che mandare via l'antipatico conosciuto il primo giorno, cacciano l'intruso, l'ospite... perché si sa, l'ospite dopo tre giorni puzza. E la sua durata nel gioco solitamente è poco più di tre giorni!

E poi non mi piace la storia del migliore della settimana che vince l'immunità dalla nomination. Guarda caso il migliore finora è sempre stato uno che era in lizza per l'uscita... la vedo un po' come una tattica della produzione per salvarsi il culo dall'uscita di qualche personaggio forte che fa audience.

Rimpiango i vecchi tempi, quelli dell'italico Taricone che divideva le donne tra spaghetti e maccheroni, quelli, soprattutto, in cui una settimana si facevano le NOMINATION e quella dopo usciva un solo concorrente. I tempi in cui in casa si girava in pantofole e occhiali da vista... i cari vecchi bei tempi di Daria Bignardi!

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Jan. 17, 2007 - Perché Sanremo è Sanremo!

Celeberrimo quanto fortunato slogan, non so neanche più la sua età, ma penso sia frutto della mente di Pippo.

Già, per la mia generazione il festival di Sanremo è Pippo Baudo, noioso, ripetitivo, spietato nella selezione delle canzoni, ma lui è il festival, quello che per i nostri padri è stato di Mike ("Gira la ruota, gi ra la").

Pippo fa le regole, Pippo sceglie le canzoni, Pippo decide la scaletta, Pippo fa il festival.

Il suo Sanremo, infondo, ci rassicura, perché ci sono i grandi ospiti stranieri, perché qualche star italiana arrugginita non vede l'ora di ricevere la sua telefonata, perché tutti siamo curiosi di rivedere quello show praticamente uguale a quello che aveva fatto l'ultima volta.

Con lui ci sarà Michelle Hunziker, uno sorriso smagliante, una delle poche belle donne che sta simpatica anche alle donne meno belle di lei, anche se ha lasciato il marito sposato dopo aver concepito un figlio fuori dal matrimonio, anche se suo marito è Eros Ramazzotti che ha sofferto talmente tanto da scriverci su qualche canzone. Ma lei ci sta simpatica e ci va bene così, pure se dichiara di non fare sesso da un anno o se si fa influenzare da una maga. Ci piace.

Ma chi sono i cantanti che andranno a lavorare in Liguria dal 27 febbraio al 3 marzo? Vediamo prima i big.

Al Bano: finalmente torna a fare il suo mestiere! Speriamo di non vederlo più sulle copertine per la sua storia con la Lecciso perché ha rotto, né tantomeno a sguazzare nel mare dell'isola dei famosi con la panza in mostra. Per un pubblico over 60.

Leda Battisti: riproviamoci per la terza volta. Non ha funzionato la prima volta che è andata a Sanremo giovani, non ha funzionato a Music Farm dove l'hanno sbattuta fuori appena hanno potuto... ed eccola che ci riprova ancora. Non c'è due senza tre.

Gianni e Marcella Bella: di Marcella Bella mi ricordo "Montagne verdi" e "Aria", ma credo che ormai siano un bel po' di anni che non sforni un bel successo... Gianni Bella è uno di quelli che, a mio avviso, si ostina a cantare quando farebbe meglio a limitarsi a fare l'autore. La famiglia 1.

Fabio Concato: voce quasi in falsetto, da qualche anno dimenticato. Riesumato anche lui dal passato con ancora l'odore di naftalina sui vestiti. Difficile.

Simone Cristicchi: l'anno scorso si è presentato al festival con una canzone palesemente riciclata, presa dal cassetto impolverato, aggiustata un attimino e spiattellata nel calderone festivaliero (parla ancora delle nostre care LIRE che ormai da 5 anni ci hanno lasciati). Non mi convince.

Johnny Dorelli: fino a 10 anni sono stata convinta che lui fosse un presentatore, al massimo un attore, poi mio padre mi ha detto che faceva il cantante. Ah sì?! Che dire... era proprio necessario andare a rispolverarlo? Over 60 e 2.

Francesco e Roby Facchinetti: uno c'ha la voce, l'altro ha partecipato ad un Reality Show. Generazioni a confronto, mi incuriosisce, ma perché il festival deve sempre creare sinergie improponibili? Vorrei vedere Roby con la benda di Capitan Uncino! La famiglia 2.

Amalia Gre': sulla stampa specializzata ne parlano da tanto tempo di lei, probabilmente piace alla critica, ma dal pubblico si alza una sola unica domanda: chi sei? Gli sconosciuti 1.

Mango: voce calda, mediterranea, lo abbino agli anni '80. Lui è "Oro", "Mediterraneo" e poi... Il dimenticatoio.

Piero Mazzocchetti: chiedo l'aiuto da casa. Esiste perché c'è un sito ufficiale... in tedesco! Leggendo qua e là ho scoperto che ha 28 anni ed è di Pescara... ma qual è il requisito per essere inserito tra i big? Gli sconosciuti 2.

Paolo Meneguzzi: anche lui era già un big quando ha partecipato a Sanremo Giovani, lui aveva vinto il festival di Vigna de Mar in Sud America, eppure tra i big non c'era andato (mah... perché Mazzocchetti sì?). Dalla melodia che tanto amano nei paesi Latinoamericani, Meneguzzi ha sfruttato l'onda di R&B lanciata in Italia da Tiziano Ferro e si è lasciato trascinare finendo ripetutamente nel vortice di Sanremo, col rischio di essere stritolato. Che fine farà quest'anno? Vero o falso.

Milva: sapete la verità? Di Milva io conosco solo il colore dei capelli! Over 60 e 3.

Paolo Rossi: è un comico che piace, a Sanremo ci è già stato una decina di anni fa, forse qualcosa di più, e non se l'è filato nessuno, ma insiste e ci riprova. La vendetta.

Antonella Ruggiero: mi chiedo cosa faccia Antonella Ruggiero quando non è al festival visto che ci va ogni volta che ha un disco da proporre. Ok che Sanremo è l'unica grande vetrina per la musica italiana, ma di tanto in tanto si potrebbe provare a battere qualche altra strada. Abituale.

Daniele Silvestri: non è mai banale, non produce dischi come se lavorasse ad una catena di montaggio, scrive se ha qualcosa da dire. Target dai 25 in su, forse anche qualcosa in più. Una garanzia.

Stadio: quando sento il loro nome, mi viene in mente "Ballando al buio"... poi le collaborazioni con Vasco, prima fra tutte "Acqua e sapone" e dopo "La faccia delle donne", "Lo zaino". Il loro cv parla da sé sulle doti, ma forse c'è ancora qualcosa di inespresso. Da ascoltare.

Tosca: "Vorrei incontrarti tra cent'anni"... alcune persone non hanno le qualità sceniche per fare i solisti, ottimi vocalist, ma scialbi sul palco, privi di personalità... ci sono animali da palcoscenico che riempiono il palco con la loro presenza ed altri che passano e vanno senza lasciare segni. Questo è Tosca per me. Indolore.

Velvet: "soffro lo stress io soffro lo stress sono stanco e fuori forma"... una zampata iniziale e poi qualche passettino leggero leggero che non lascia il segno. Sarà la volta buona?

Zero Assoluto: "La storia di Matteo e Thomas, in arte Zero Assoluto, comincia nel 1995 sui banchi di scuola..." inizia così la loro biografia sul sito ufficiale. L'anno scorso "Svegliarsi la mattina" è stato il singolo sanremese più venduto, per settimane in testa nella classificia Fimi, ma manca loro la consacrazione, perché per ora sono ancora facce da teen-duo che poco ha a che fare con la loro età anagrafica. Adolescenziali.

 

Passo in rassegna, velocemente, anche i giovani, quelli che conosco:

Elsa Lila ve la ricordate qualche anno fa quando, sempre all'Ariston, cantava "Valeria"?

Fabrizio Moro Sanremo 1999 approda al festival un clone di Grignani, guardacaso prodotto anche lui da Massimo Luca. Fegiz sul Corriere della Sera, parlando di "Un giorno senza fine", scriveva che iniziava alla Grignani e finiva alla Berté. Il prodotto non aveva funzionato, nonostante la faccia giusta, le canzoni rock maledette e qualche testo forte tipo "Marta che ha i capelli lunghi quasi fino al culo, l'orecchino al seno e lo vuole duro" ma che, attenzione, non sono superficiali come potrebbe sembrare. Che sia la volta buona?

Grandi Animali Marini: in realtà non conosco niente di loro, ma penso di aver conosciuto uno dei componenti della band la scorsa estate al parco Lambro... lui era lì con l'amica di una mia amica e le faceva ascoltare le nuove canzoni dall'ipod.

Mariangela: "M'ama, non m'ama, m'amerà"... le nostre nonne risolvevano con un matrimonio combinato senza farsi domande, le nostre mamme raccoglievano una margherita lei ce lo canta. Non ho mai adorato le voci femminili e la sua è un po' troppo acuta per i miei gusti.

Pier Cortese: qualche singolo di discreto successo lo ha già sfornato, ora si gioca la carta del festival... un mio amico mi ha consigliato il CD, ma non l'ho ascoltato... magari Sanremo mi convincerà.

 

Ed ora non ci resta che guardare i bei film che trasmetteranno gli altri canali per contrastare il festival!

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Jan. 13, 2007 - Trezzo sull'Adda

 

 

(City Milano  e Metro Milano - 12.01.2007)

 

Ho voluto iniziare così, con un po' di rassegna stampa tratta dai giornali di ieri.

Ho visto tanti concerti di Grignani, non ci provo neanche più a contarli e credevo che non sarei più riuscita a sentire uno suo concerto come piace a me, perché negli ultimi anni aveva preso una strada troppo pianificata, scalette scontate, l'aiuola da delirio, il momento acustico. Le solite "Primo treno per Marte", "Uguali e diversi", successi che non mi hanno mai entusiasmata.

Ma poi arrivano tour come quello iniziato ieri sera che sconvolgono quanto pianificato e costruito negli ultimi 5 anni, tour dove si inizia con la bellissima "Trattieni il respiro" e il pubblico, abituato alle hit, trattiene il respiro chiedendosi da dove salti fuori questa canzone... già: una canzone di qualche anno fa, semi-sconosciuta ai più, per aprire un concerto decisamente rock, con suoni duri e metallici, oserei dire quasi meccanici.

Soprattutto, di questa scaletta, va sottolineata la riesumazione di un disco del 1998, "Campi di popcorn", una miscela di rock, cantautorialità e sperimentazione.

Bellissima "La canzone" live anche se orfana dello strepitoso "la la la la la" sostituito con un meno intenso "sha la la", energiche come sempre "Più famoso di Gesù" e "Baby Revolution", vera e sofferta "Quella per me" (se tu fossi quella per me passeresti la notte insieme a me e non a cercare in qualche altra follia), gotica "Qualcosa nell'atmosfera" che produce sempre disorientamento nel pubblico meno ferrato sul Grignanesimo perché è la ghost track del suo secondo CD (non c'è sulla MC!), devastante e festaiola, come sempre, "L'aiuola".

Avrei da ridire solo sul finale, ma Gianluca ci ha abituato a tutto, perisno all'ultimo pezzo suonato chitarra e voce mezz'ora dopo la fine del concerto mentre i tecnici già stanno smontando il palco (nel 2002 a Borgaro Torinese è successo anche questo!) o "Succo di vita" in acustico. Per questo concerto rock ha scelto di finire con la sognatrice "Campi di popcorn", un po' troppo soft, a mio avviso, per fare un gran finale.

Ed ora... sto attraversando il grande fumo!

 

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Jan. 7, 2007 - La vetrina del negozio di giocattoli

Questa canzone è una sorta di completamento del messaggio lasciato ieri sera. Adoro questa canzone, poco conosciuta al grande pubblico quanto idolatrata dai cultori del genere.

Non è mai stata un singolo radiofonico, è poco orecchiabile, ma spettacolare dal vivo.

Eccola (la trascrivo a memoria, scusate eventuali errori):

 

La vetrina del negozio di giocattoli

Io credevo ci fossero punti dove arrivare

dove tutto da lì si potesse comunque più o meno controllare

dove il mondo apparisse perfetto come da dentro alla vetrina

del negozio di giocattoli da bambini

E invece più avanti vado

quei punti si spostan di lato

ed un altro si fa vedere più in là

vuol essere raggiunto e capito

non c'è niente di perfetto neanche dentro alla vetrina

del negozio di giocattoli da bambini

Io non resto chiuso qua da questa parte del vetro

un pupazzo identità oggi fugge dal retro libero...

Ora i pensieri si aprono non han punti né direzione

non si infrangono lì su un vetro a far parte di una collezione

e i miei pugni più non picchiano

lì da dentro alla vetrina del negozio di giocattoli

del negozio di giocattoli.... eh!

Io non resto chiuso qua da questa parte del vetro

un pupazzo identità oggi fugge dal retro libero... davvero!

 

E' tratta da "La fabbrica di plastica" (1996), il secondo album di Gianluca Grignani che rimane, a mio avviso, ancora oggi il suo migliore lavoro, anche se il meno apprezzato dal pubblico. A 24 anni cantava queste parole dopo aver raggiunto il successo musicale per il quale aveva lavorato per tanto tempo...

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