Jan. 17, 2007 - Perché Sanremo è Sanremo!
Celeberrimo quanto fortunato slogan, non so neanche più la sua età, ma penso sia frutto della mente di Pippo.
Già, per la mia generazione il festival di Sanremo è Pippo Baudo, noioso, ripetitivo, spietato nella selezione delle canzoni, ma lui è il festival, quello che per i nostri padri è stato di Mike ("Gira la ruota, gi ra la").
Pippo fa le regole, Pippo sceglie le canzoni, Pippo decide la scaletta, Pippo fa il festival.
Il suo Sanremo, infondo, ci rassicura, perché ci sono i grandi ospiti stranieri, perché qualche star italiana arrugginita non vede l'ora di ricevere la sua telefonata, perché tutti siamo curiosi di rivedere quello show praticamente uguale a quello che aveva fatto l'ultima volta.
Con lui ci sarà Michelle Hunziker, uno sorriso smagliante, una delle poche belle donne che sta simpatica anche alle donne meno belle di lei, anche se ha lasciato il marito sposato dopo aver concepito un figlio fuori dal matrimonio, anche se suo marito è Eros Ramazzotti che ha sofferto talmente tanto da scriverci su qualche canzone. Ma lei ci sta simpatica e ci va bene così, pure se dichiara di non fare sesso da un anno o se si fa influenzare da una maga. Ci piace.
Ma chi sono i cantanti che andranno a lavorare in Liguria dal 27 febbraio al 3 marzo? Vediamo prima i big.
Al Bano: finalmente torna a fare il suo mestiere! Speriamo di non vederlo più sulle copertine per la sua storia con la Lecciso perché ha rotto, né tantomeno a sguazzare nel mare dell'isola dei famosi con la panza in mostra. Per un pubblico over 60.
Leda Battisti: riproviamoci per la terza volta. Non ha funzionato la prima volta che è andata a Sanremo giovani, non ha funzionato a Music Farm dove l'hanno sbattuta fuori appena hanno potuto... ed eccola che ci riprova ancora. Non c'è due senza tre.
Gianni e Marcella Bella: di Marcella Bella mi ricordo "Montagne verdi" e "Aria", ma credo che ormai siano un bel po' di anni che non sforni un bel successo... Gianni Bella è uno di quelli che, a mio avviso, si ostina a cantare quando farebbe meglio a limitarsi a fare l'autore. La famiglia 1.
Fabio Concato: voce quasi in falsetto, da qualche anno dimenticato. Riesumato anche lui dal passato con ancora l'odore di naftalina sui vestiti. Difficile.
Simone Cristicchi: l'anno scorso si è presentato al festival con una canzone palesemente riciclata, presa dal cassetto impolverato, aggiustata un attimino e spiattellata nel calderone festivaliero (parla ancora delle nostre care LIRE che ormai da 5 anni ci hanno lasciati). Non mi convince.
Johnny Dorelli: fino a 10 anni sono stata convinta che lui fosse un presentatore, al massimo un attore, poi mio padre mi ha detto che faceva il cantante. Ah sì?! Che dire... era proprio necessario andare a rispolverarlo? Over 60 e 2.
Francesco e Roby Facchinetti: uno c'ha la voce, l'altro ha partecipato ad un Reality Show. Generazioni a confronto, mi incuriosisce, ma perché il festival deve sempre creare sinergie improponibili? Vorrei vedere Roby con la benda di Capitan Uncino! La famiglia 2.
Amalia Gre': sulla stampa specializzata ne parlano da tanto tempo di lei, probabilmente piace alla critica, ma dal pubblico si alza una sola unica domanda: chi sei? Gli sconosciuti 1.
Mango: voce calda, mediterranea, lo abbino agli anni '80. Lui è "Oro", "Mediterraneo" e poi... Il dimenticatoio.
Piero Mazzocchetti: chiedo l'aiuto da casa. Esiste perché c'è un sito ufficiale... in tedesco! Leggendo qua e là ho scoperto che ha 28 anni ed è di Pescara... ma qual è il requisito per essere inserito tra i big? Gli sconosciuti 2.
Paolo Meneguzzi: anche lui era già un big quando ha partecipato a Sanremo Giovani, lui aveva vinto il festival di Vigna de Mar in Sud America, eppure tra i big non c'era andato (mah... perché Mazzocchetti sì?). Dalla melodia che tanto amano nei paesi Latinoamericani, Meneguzzi ha sfruttato l'onda di R&B lanciata in Italia da Tiziano Ferro e si è lasciato trascinare finendo ripetutamente nel vortice di Sanremo, col rischio di essere stritolato. Che fine farà quest'anno? Vero o falso.
Milva: sapete la verità? Di Milva io conosco solo il colore dei capelli! Over 60 e 3.
Paolo Rossi: è un comico che piace, a Sanremo ci è già stato una decina di anni fa, forse qualcosa di più, e non se l'è filato nessuno, ma insiste e ci riprova. La vendetta.
Antonella Ruggiero: mi chiedo cosa faccia Antonella Ruggiero quando non è al festival visto che ci va ogni volta che ha un disco da proporre. Ok che Sanremo è l'unica grande vetrina per la musica italiana, ma di tanto in tanto si potrebbe provare a battere qualche altra strada. Abituale.
Daniele Silvestri: non è mai banale, non produce dischi come se lavorasse ad una catena di montaggio, scrive se ha qualcosa da dire. Target dai 25 in su, forse anche qualcosa in più. Una garanzia.
Stadio: quando sento il loro nome, mi viene in mente "Ballando al buio"... poi le collaborazioni con Vasco, prima fra tutte "Acqua e sapone" e dopo "La faccia delle donne", "Lo zaino". Il loro cv parla da sé sulle doti, ma forse c'è ancora qualcosa di inespresso. Da ascoltare.
Tosca: "Vorrei incontrarti tra cent'anni"... alcune persone non hanno le qualità sceniche per fare i solisti, ottimi vocalist, ma scialbi sul palco, privi di personalità... ci sono animali da palcoscenico che riempiono il palco con la loro presenza ed altri che passano e vanno senza lasciare segni. Questo è Tosca per me. Indolore.
Velvet: "soffro lo stress io soffro lo stress sono stanco e fuori forma"... una zampata iniziale e poi qualche passettino leggero leggero che non lascia il segno. Sarà la volta buona?
Zero Assoluto: "La storia di Matteo e Thomas, in arte Zero Assoluto, comincia nel 1995 sui banchi di scuola..." inizia così la loro biografia sul sito ufficiale. L'anno scorso "Svegliarsi la mattina" è stato il singolo sanremese più venduto, per settimane in testa nella classificia Fimi, ma manca loro la consacrazione, perché per ora sono ancora facce da teen-duo che poco ha a che fare con la loro età anagrafica. Adolescenziali.
Passo in rassegna, velocemente, anche i giovani, quelli che conosco:
Elsa Lila ve la ricordate qualche anno fa quando, sempre all'Ariston, cantava "Valeria"?
Fabrizio Moro Sanremo 1999 approda al festival un clone di Grignani, guardacaso prodotto anche lui da Massimo Luca. Fegiz sul Corriere della Sera, parlando di "Un giorno senza fine", scriveva che iniziava alla Grignani e finiva alla Berté. Il prodotto non aveva funzionato, nonostante la faccia giusta, le canzoni rock maledette e qualche testo forte tipo "Marta che ha i capelli lunghi quasi fino al culo, l'orecchino al seno e lo vuole duro" ma che, attenzione, non sono superficiali come potrebbe sembrare. Che sia la volta buona?
Grandi Animali Marini: in realtà non conosco niente di loro, ma penso di aver conosciuto uno dei componenti della band la scorsa estate al parco Lambro... lui era lì con l'amica di una mia amica e le faceva ascoltare le nuove canzoni dall'ipod.
Mariangela: "M'ama, non m'ama, m'amerà"... le nostre nonne risolvevano con un matrimonio combinato senza farsi domande, le nostre mamme raccoglievano una margherita lei ce lo canta. Non ho mai adorato le voci femminili e la sua è un po' troppo acuta per i miei gusti.
Pier Cortese: qualche singolo di discreto successo lo ha già sfornato, ora si gioca la carta del festival... un mio amico mi ha consigliato il CD, ma non l'ho ascoltato... magari Sanremo mi convincerà.
Ed ora non ci resta che guardare i bei film che trasmetteranno gli altri canali per contrastare il festival!
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