Oriana

Nov. 3, 2007 - Acqua nella scuola

Inviato in Lavoro

Ecco cosa mi è venuto in mente ieri mattina arrivata in ufficio: "Acqua nella scuola", come la canzone di J.Ax. Già, perché ai tempi della scuola era divertente trovare l'edificio allagato per colpa di qualche furbone che aveva lasciato il rubinetto aperto, ma 13 anni dopo non è più la stessa cosa!
Arrivo in ufficio e vedo le nostre scrivanie in cortile... penso subito: "Come al solito, hanno iniziato i lavori, previsti, senza avvisarci... se l'avessi saputo, avrei fatto il ponte!". Mi avvicino e l'aria mi sembra strana... un furto?... beh... poi inizio a vedere acqua, troppa acqua... AAAAAAAAAAAAAAAAAAA... mistero svelato: si è rotto un tubo e, visto anche il giorno di festa, è venuta giù acqua per 2 giorni, pian piano il controsoffitto di cartongesso si è bagnato e poi è venuto giù, sommergendo le scrivanie sottostanti!!!
Il risultato è che abbiamo recuperato le nostre cose e i nostri pc (per fortuna non si sono rovinati perché la zona più colpita era quella di chi ha il portatile) e ci siamo spostati al 3° piano... quindi mattina a fare e disfare cartoni.
La mia nuova scrivania provvisoria era dotata di linea telefonica così intestata:

Display del telefono

Appena ho visto il telefono ho iniziato ad urlare come un'invasata: è una persecuzione! No no no, ma perché con tutte le scrivanie, con tutte le prese telefoniche, dovevo attaccare il mio apparecchio proprio lì?!?!?!? Per fortuna nel pomeriggio la situazione si è normalizzata ed è tornato il mio cognome. Chiaramente Gre continua a prendermi in giro.
Ma veniamo a ciò che siamo riusciti a recuperare dalle scrivanie dei miei colleghi.

Pinzatrice di MarcoQuesta è la pinzatrice di Marco che, completamente sommersa dall'acqua per quasi 24 h, si è palesata ai nostri occhi di un colorino... marrone?... ruggine?... praticamente inutilizzabile, ma non si capisce il motivo per il quale lui la tenga ancora sulla sua scrivania... ci sarà affezionato? Si è arrugginita tutta, tranne la foto che ci ha attaccato su... mah, chissà perchè!

Codice CivileQuesto, invece, è ciò che resta del Codice Civile di Alessandro, la sua Bibbia! Chissà come reagirà quando verrà a sapere cosa è successo al suo cucciolo, tutto sporco di calce, bagnato, infangato e irrimediabilmente rotto! Non gli abbiamo voluto rovinare la sorpresa, così non lo abbiamo avvisato... lunedì proveremo a chiamarlo, magari gli mandiamo anche un mms con la foto del suo mentore.

Fermacarta di AlessandroSempre di Alessandro è questo porta-documenti con logo aziendale... sicuramente recuperabile, sarà sufficiente una bella lucidata, ma non andrà così bene ai documenti in esso custoditi, ridotti ad una massa informe di cartapesta che si rompe se viene sollevata... mi sa che lunedì, asciugandosi, diventerà un blocco unico con l'inchiostro completamente sbavato.

Pratiche di NicolòNon è andata meglio a Nicolò, visto che la sua scrivania era proprio al centro della cascata... questo è ciò che rimane dei suoi preventivi, le sue pratiche e le sue revisioni manuali... 3 cartelline sono state messe ad asciugare nella speranza di recuperare qualcosa, ma per fortuna, tutte le copie dei documenti dei clienti erano state scansionate, così riusciremo a recuperare tutto... o quasi... almeno il necessario! Ma non credo quei preventivi...

A me e alla Bruna è andata alla grande... le nostre scrivanie erano nella parte che è rimasta asciutta, ma ancora meglio è andata a Davide: lui, al centro della bufera, ne è uscito indenne! Niente, solo un po' di polvere...

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Oct. 8, 2007 - Intolleranza zero

Inviato in Lavoro

La frenesia di Milano mi rende intollerante.
Da poco più di un anno lavoro in centro, tutte le mattine percorro 9 km in auto per raggiungere il metrò, posteggio nel park multipiano, prendo la metropolitana gialla, in duomo cambio e prendo la rossa, scendo in Cadorna e arrivo in ufficio. Tempo di percorrenza. tra i 40 e i 65 minuti.
Appena uscita di casa mi innervosiscono quelli che aspettano la strada libera per svoltare a destra... tenendo conto che la strada libera non ci sarà fino almeno alle 10.30, cosa aspetti a fare? Attesa al dare precedenza: media 2 minuti di smadonnamenti.
Siamo sulla provinciale, solitamente a circa 2 km da casa inizia la colonna di macchine che procedono a passo d'uomo, tutti uno dietro l'altro tranne il furbone di turno che invade la corsia di senso opposto e passa davanti a tutti! A noi invece piace fare la fila. Ci godo troppo quando c'è la polizia che fa le multe... raro. Dito medio di rigore.
Arriviamo al parcheggio e c'è sempre chi non è in grado di avvicinarsi abbastanza alla macchinetta per prendere il ticket, così scende dall'auto, si avvicina a piedi, prende il biglietto, risale in auto (intanto si era aperta la sbarra), gli cade il biglietto, lo cerca sotto il tappetino, lentamente riparte. Tu infili velocemente il tuo abbonamento e lo raggiungi quando è ancora sulla prima rampa di accesso... sei lì, sulla salita, in bilico con il motore che non ce la fa più, il piede che formicola e lui che procede a passo di formica e, arrivato in curca, sale rigorosamente con due ruote sul marciappiede, si accorge di aver impostato male la manovra (ma va?) e decide di fare la retro colpendoti il paraurti mentre tu sei schiacci il freno al massimo visto che sei in discesa! Chiramente lui non si accorge di niente e tu imprechi in tutte le lingue che non conosci (avventura di stamattina). Sono solo le 8 del mattino e già ha smadonnato, tirato su un dito medio e imprecato in astruse lingue.
Biglietto ElettronicoFinalmente trovi parcheggio e ti precipiti giù dalle scale... non pensi neanche a prendere l'ascensore perché va aspettato e ogni milanese doc sa che c'è tempo per tutto, tranne che per aspettare. Scale, City, abbonamento per passare i nuovi tornelli e ogni mattina c'è davanti la signora che non sa usare il nuovo biglietto elettronico che va infilato nell'obliteratrice che te lo risputa poco più avanti.
Scala mobile in giù, scala mobile in su, attesa del primo convoglio, conquista del posto a sedere, azione per la quale non esistono codici etici, morali né tantomeno penali. Il posto è sacro ed è una lotta senza esclusione di colpi! Ma spesso capita che tu sei lì, hai quel candido seggiolino di plastica a 20 cm dal culo, sei già a 90° e lei, sì lei, scivola sotto di te fregandoti malamente! Bastarda, ti piglio a calci e poi ti condanno a stare in piedi il resto della tua vita metropolitana, prenditi tutto, ma non il posto che già sognavo mio. E così tocca anche mettersi a leggere il City in piedi, appoggiando in testa alla bastarda le pagine lette e facendole sniffare la puzza di petrolio! Regola numero uno: o possiedi un iPod o devi ascoltare i discorsi degli altri. In metropolitana si ascoltano le storie più assurde! Una mia amica mi ha raccontato che per mesi ha assistito ai tradimenti di una moglie che faceva un tot di fermate con il marito e quando lui scendeva, si scatenava in focosi baci appassionati con un altro viaggiatore. Tutti sapevano che era cornuto, tranne lui naturamente.
Alle 8.30 giungi in Duomo e sgomiti, spingi e calpesti i piedi per raggiungere per primo la scala mobile che porta alla linea uno. E' importante arrivare per primo perché, nonostante i cartelli "TENERE LA DESTRA", la solita piccola bastarda (ma anche l'omone grande e grosso), di solito chiacchiera con l'amica e, per poterla guardare meglio negli occhi, le si affianca tenendo la sinistra, così tu che sei un milanese doc e hai fretta, non hai tempo di aspettare e goderti i piaceri della scala mobile, quindi vorresti salire mentre lei ti porta su, non puoi camminare e smani, scalpiti, scalci.
Ricapitoliamo. Alle 8.30 hai smadonnato, tirato su il dito medio, imprecato in aramaico, fatto i dispetti ad una bastarda, ascoltato i discorsi altrui e hai anche scalciato.
linea 1Arriva la rossa e ti fiondi su senza neanche cercare posto, tanto sono solo poche fermate, stai lì, appoggiato alla porta che non si apre e cerchi di proteggere il tuo bagaglio a mano, l'obiettivo dei celeberrimi borseggiatori. Ansia e angoscia perché lì dentro c'è l'equivalente di almeno uno stipendio di tecnologia (2 cellulari, autoradio, iPod, oltre a carta di credito, bancomat, documenti, pranzo). Arriva la fermata, l'ora di scendere
cadornae lei, la solita piccoletta bastarda è rimasta ferma immobile davanti alla porta di uscita, probabilmente consapevole della sua piccolezza, il suo altrettanto piccolo cervello le fa pensare che noi riusciamo lo stesso a divincolarci tra le sue membra e le porte agguerrite del metrò. Lei è così, sta lì incurante di ciò che le sta accadendo intorno, guarda questi corpicini insignificanti che si dimenano e li ignora, tanto già salendo aveva dimenticato la regola base della convivenza metropolitana: "lasciar scendere i passeggeri in arrivo prima di accedere, le vetture di testa e di coda offrono maggiori possibilità di salita, segue a breve distanza un altro treno". No, lei sale prima che tutti siano scesi, lei si ferma davanti alla porta perché tanto scende subito. Già, lei scende subito ma rimane ferma lì! Quasi quasi la butto giù io.
Scala mobile... non mi ripeto ma la scena è la stessa... accoppamento di qualche pendolare che arriva dalle Nord e deve passare l'unico tornello per chi non ha il biglietto elettronico (grande trovata dell'ATM! Interi treni carichi di passeggeri che devono passare tutti ad obliterare il biglietto da un'unica macchinetta = coda chilometrica impenetrabile per chi sopraggiunge da direzione perpendicolare), il mendicante con scarpe Geox e cellulare, la distributrice di giornali, gli ippocastani che perdono le foglie e finalmente la porta dell'ufficio!

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Oct. 3, 2007 - Stipendi Mafiosi

Inviato in Lavoro

Stipendi Mafiosi

Stamattina ho letto questo articolo su "City" e mi sono resa conto che gli stipendi bassi sono un male comune, in qualsiasi attività.
Persino nell'azienda-Mafia i poveri impiegati (i picciotti) hanno uno stipendio da fame! Perché, ammettiamolo, loro fanno il lavoro sporco per soli 1.000€ al mese! Certamente le possibilità di carriera sono molto stimolanti (per loro), ma anche qui ci sono i raccomandati... vedi moglie e figlio che hanno stipendi decisamente più consistenti!
Ora posso tornare a lavorare tranquilla, consapevole che gli operai di Cosa Nostra guadagnano meno di me e non hanno neanche il fondo pensione.

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Sep. 27, 2007 - Piove Piove Piove... e lo stipendio non arriva

Inviato in Lavoro

portaContinua a piovere da qualche giorno e non sembra voglia smettere. Non c'è molto lavoro in questo periodo, in parte è normale, in parte è l'effetto delle vicende aziendali degli ultimi mesi (siamo stati nell'occhio del ciclone per alcune operazioni di cui hanno parlato e continuano a farlo i giornali finanziari).
Da circa un'ora, ormai, un tizio (vedete le sue gambe nella foto qui a lato) si è accampato davanti alla porta a vetri dell'ufficio per vendere i suoi ombrellini ai passanti... ok, ha diritto di lavorare anche lui (dite che rilascerà lo scontrino fiscale?), ma non è che mi piaccia la cosa... ho bloccato la porta a vetri e non solo quella interna... infondo non abbiamo alcun tipo di sicurezza, neanche l'avviso che non abbiamo valori! E qui le uniche persone che entrano sono gli stranieri per le informazioni stradali e zingari/drogati a chiedere soldi.

Un fatto positivo, però, c'è: arriva lo stipendio! E' dalle 9 di stamattina che aggiorno il sito del cedolino, ma ancora non si vede. Sono speranzosa, è solo per questo che mi alzo tutte le mattine alle 7 invece di godermi il tepore delle coperte.
Vabbé, torno a lavorare... mi è appena arrivato un fax e devo fare l'ordine al fornitore prima della riunione delle 14 con il nuovo Direttore di Area.

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Apr. 25, 2007 - CERCO LAVORO

Inviato in Lavoro

Qualche giorno fa su un muro del mio paese (e non solo) è apparso questo cartello:

 

Non si può dire che questo ragazzo/a sia privo di iniziativa, immagino che per arrivare a mettere il suo numero di cellulare per strada le abbia già provate tutte!

Conosco bene la situazione perché l'ho vissuta sulla mia pelle e so bene quanto sia difficile, quante umiliazioni devi subire per trovare un lavoro misero e mal pagato. Mi sono laureata nel 2001 e per tutto il primo anno ho continuato a fare i lavori occasionali che facevo durante l'università (prevalentemente la promoter nei punti vendita), eppure non avevo scelto una facoltà di quelle che ti portano dritto verso la disoccupazione, ma il classico corso di laurea in Economia Aziendale della Bocconi!

Tredici mesi dopo la laurea, finalmente, trovo lavoro in un ufficio commerciale della zona in cui abitavo: niente contratto, orario pessimo (8.30-12.30 e 14.30-18.30), 900€ al mese con la prospettiva che, nel 2004, mi avrebbero fatto il contratto di formazione e lavoro. Ma nel 2003 cambia qualcosa a livello legislativo, spariscono i contratti di formazione e lavoro, diventa più difficile tenere in azienda persone pagate in ritenuta d'acconto. Non ci fanno il contratto, ma al nostro posto vengono assunte tre stagiste!

Lavoro fino al dicembre 2003 e, a gennaio, passo le selezioni per un caaf che mi avrebbe assunta per la campagna fiscale 2004 (un mese di formazione non retribuito, due mesi di lavoro interinale senza possibilità di proroga). Accetto, anche perché a 28 anni la mia posizione INPS sarebbe ancora illibata se non avessi lavorato cinque mesi come intervistatrice telefonica CO.CO.CO durante l'università.

A marzo faccio il corso, ad aprile inizio a lavorare, a maggio mi licenzio perché una cliente del caaf mi propone di andare a lavorare da lei.

Mi offrono un fantastico contratto a tempo determinato di 12 mesi, uno stipendio di 850€ mensili per 13 mensilità (con il rinnovo del contratto sono diventati poi 880), 40 ore settimanali per 5/6 giorni alla settimana, ovvero un sabato sì e un sabato no. Inizio il 10 maggio 2004 e quelli sono stati i 24 mesi più brutti della mia vita.

L'ambiente di lavoro è un incubo, la tizia che mi ha portato lì a lavorare è peggio di una guardia carceraria, visto che controlla anche se stiamo in bagno più di 3 minuti e quante volte al giorno ci alziamo. Passa il primo anno e mi rinnovano il contratto per altri 12 mesi, ma lo stipendio è sempre lo stesso, anzi, arrivo al punto che, facendo il numero massimo di ore di straordinari concesse dalla legge (20), arrivo a prendere ben 950€ mensili!

A settembre del 2005 mi metto in testa che devo assolutamente cambiare lavoro, un lavoro qualsiasi ma lontano da lì! Ogni sera torno a casa e inizio a rispondere a qualsiasi annuncio che trovo sui giornali, su siti tipo Monster e InfoJobs, i "lavora con noi" dei siti aziendali sono tutti miei e qualcuno inizia a contattarmi. In ufficio non potevo tenere il cellulare acceso, così compro una scheda, metto quel numero sui miei CV e mia madre mi fa da segretaria. A marzo 2006 un segnale più che positivo: una grande azienda vicino a casa mi offre un contratto di 24 mesi e uno stipendio nettamente superiore a quello che prendevo io. Inizio ancora una volta il 10 maggio.

La parte più bella delle mie dimissioni è stata che ho potuto non dare il preavviso. La mia responsabile mi chiama per comunicarmi che l'azienda era intenzionata a rinnovarmi il contratto a tempo indeterminato, ormai erano mesi che quasi non mi rivolgeva più la parola, io la guardo e le dico: "Non sono interessata io, grazie. Il 9 maggio mi scade il contratto e poi me ne vado, non devo neanche dare il preavviso."

In quella grande azienda vicino a casa mi sono trovata bene, fin troppo direi, anche se non era certamente il lavoro per il quale avevo speso anni sui libri universitari. Ma non sono una che si lamenta, infondo quel lavoro era mio per almeno 24 mesi!

All'improvviso un giorno una mia amica mi manda una mail per avvisarmi che nel suo ufficio stavano cercando una persona, mi chiede il curriculum e glielo mando subito. Tempo due settimane ho in mano una lettera di impegno all'assunzione a tempo indeterminato!

Ci sono voluti ben cinque anni, ma ce l'ho fatta, ma anche ora che ho il mio posto sicuro e il mio stipendio regolare, faccio i conti e mi rendo conto che non ho abbastanza soldi per andare a vivere da sola.

Eppure ho dei soldi da parte.

Eppure ho la possibilità di avere un mutuo a condizioni agevolate (per i dipendenti).

Eppure se anche avessi abbastanza disponibilità per comprare una casa, non ne avrei abbastanza per pagare il notaio e arredarla.

E così mi continuo a chiedere se debba trovare per forza un fidanzato per poter dividere la rata del mutuo o è meglio che continui a vivere con i miei, tanto non ci sto mica male!

Necessità o scelta? Sicuramente una scelta necessaria.

Faccio parte di una generazione abituata ad avere tutto, non avvezza alle rinunce, cresciuta nel benessere da genitori che hanno vissuto gli anni '60, ma non hanno fatto la guerra.

Allora spiegatemi perché io dovrei andare a vivere da sola pagando almeno 600€ al mese di mutuo (o affitto), dormendo su una branda con le molle rotte, con il fornelletto da campeggio, il frigorifero che la nonna voleva buttare via, senza linea telefonica/ADSL e usare il resto del mio stipendio per pagare le bollette, quando qui coi miei ho una camera che ho arredato come piace a me, tutti i confort e riesco a mettere in banca quei 600€ al mese per potermi comprare, un giorno non troppo lontano, una casa tutta mia senza patire la fame.

E dico un giorno non troppo lontano perché ho una strategia ben chiara in mente, ho già deciso da tempo quali sono i requisiti minimi per poter prendere questa decisione. Me ne manca solo uno e ho da poco passato la metà del percorso.

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